venerdì 15 gennaio 2010
Ava[n]tar
Il filmone esce oggi in millemila sale.
Il video qui sotto è del 1998.
domenica 10 gennaio 2010
Spoil the differences
La differenza tra una persona beneducata e un italiota sta nel fatto che la prima non compie azioni che possano recare noia al prossimo per rispetto e, appunto, buona educazione.
Se invece prendiamo una [mezza]dozzina di elementi del secondo tipo si sentiranno legittimati dal numero e allora inizieranno a parlare a voce alta, muoversi in modo disordinato, lasciare rifiuti in giro e fare tutte quelle cose che da soli non si azzarderebbero a fare per paura del giudizio [o delle reazioni] di chi li circonda.
La differenza tra una persona beneducata e un italiota sta nel fatto che il secondo, nella migliore delle ipotesi, non è stato educato affatto. O, che secondo me è peggio, ha ricevuto un’educazione di stampo cattolico basata sul principio di castigo e premio.
E perdono dovuto. “aoh, e t’ho chiesto scusa, mica me poi stressa’ l’anima!”…
domenica 29 novembre 2009
E diciamocelo
C'ho 'sto post in testa da un po' di tempo che ha a che fare pure con il commento di Scilt al post qui sotto.
E se riesco a mantenere la soglia dell'attenzione per più di 12 secondi [cosa in questo periodo praticamente impossibile] potrei metterlo su presto.
Ne frattempo mi bullo un po':
guardate che mi è arrivato con la posta ieri mentre ero occupato a scontrinare digitali terrestri!
[se non fosse chiaro, ora quella tavola è appesa sul pilastro accanto al telefono. Ah, e lì, ironia della sorte c'è un pacco di segnale wi-fi...]
giovedì 5 novembre 2009
Ognuno ha [già] la sua croce
Io per tutto il mio quinquennio di scuole superiori, ogni anno, il primo giorno di scuola, la prima cosa che ho fatto è stata staccare il crocefisso dal muro e metterlo nel cassetto della cattedra. E nessuno se ne è mai lamentato [la maggior parte delle persono non se ne sono nemmeno accorte, credo]. Una volta è stato sostituito da una foto di FreddieMercury [in occasione della sua morte], altre volte il muro è rimasto vuoto, altre il crocefisso dopo un po’ è tornato [magari sottosopra]. Ma nessuno ne ha mai fatto un caso nazionale.
Perché io lo staccavo? Semplice: perché mi offendeva. E mi offendeva non tanto in quanto simbolo religioso o di una antica tradizione. Mi offendeva perché imposto. Mi avrebbe offeso allo stesso modo una foto del PiccoloPadre o del PresidenteDellaRepubblica.
Per come la vedevo [e la vedo] io, in un posto in cui, tra le altre cose, si formano le coscienze di giovani individui non dovrebbero essere imposti simboli di nessuna ideologia. Nessuna. Io quello lo chiamo giocare sporco.
Se poi una collettiviità [in questo caso la classe] decide di comune accordo di mettere sul muro il simbolo che preferisce, o nessuno, dovrebbe essere libera di farlo senza che nessun altro si permetta di interferire.
Amen.
domenica 25 ottobre 2009
sabato 17 ottobre 2009
Il poSTupido del sabato [55]
-No, quello è più un espositore
-Io un espositore credevo fosse piuttosto un tipo di scaffale
-Quelli di scaffale non si chiamano scaffalesi?



