giovedì 16 ottobre 2008

16 ottobre 1943

sì, lo so.
Sto diventando come i vecchi che non fanno che parlare del passato.
Solo che quest'anno ricorrono un sacco di anniversari tondi e credo che [in questa penisola protesa tra il Mare dell'Oblio e quello della Rimozione] un po' di ripasso di storia non faccia male. Però potete sempre non leggere i post catalogati in "giorni della memoria" e Amen.
Comunque quello di oggi pare essere pure di attualità...

Era il 1943 [65 anni fa] e il tenente colonnello Herbert Kappler aveva da poco richiesto alla comunità ebraica di Roma di consegnare 50 chili d'oro altrimenti 2000 persone [pure 'sto numero ritorna...] verranno deportate a "lavorare" in Germania. Queste sono le maledette leggi razziali, pensano probabilmente gli ebrei di Roma, e in due giorni riescono a raccogliere quanto richiesto e a consegnarlo ai nazisti in ViaTasso. Credono così di aver pagato il loro tributo a quella dottrina infame. Hanno rinunciato a quasi tutto quello che avevano [compresi otturazioni e ricordi cari], ma sono vivi. Evidentemente i nazisti non si azzardano a compiere atti più mostruosi di tanto a Roma. Roma che è città aperta e sotto l'ombra della Cupola.

Invece,
poco prima dell'alba del 16 ottobre 300 soldati tedeschi arrivano coi camion nel Ghetto e bussano alle porte degli ebrei con in mano un foglio che li intima di prepararsi in 20 minuti per partire portando acqua e viveri per otto giorni. Sarà un lungo viaggio e devono partire tutti i nominati. Compresi i malati gravi. Ad attenderli sul campo in cui stano andando troveranno un'infermeria attrezzata.
"Quel 16 ottobre -racconta uno degli scampati alla deportazione- era un sabato, giorno di riposo per gli ebrei osservanti. E nel Ghetto i più lo erano. Inoltre era il terzo giorno della festa delle Capanne. Un sabato speciale, quasi una festa doppia [...] La maggior parte degli arrestati erano adulti, spesso anziani e assai più spesso vecchi. Molte le donne, i ragazzi, i fanciulli. Non venne fatta nessuna eccezione, né per persone malate o impedite, né per le donne in stato interessante, né per quelle che avevano ancora i bambini al seno..." racconta un testimone dell'epoca [fonte].

Alla fine, da tutta Roma vengono prelevate in totale 1024 persone che vengono portate, coi famosi treni blindati, al campo di lavoro di Auschwitz.
Ne torneranno 16.


[se volete potete approfondire con questo libro]

2 commenti:

utente anonimo ha detto...

e io sono tornato.

cornersoul ha detto...

Uno dei 16?
Deve essere stata terribile.
Molto peggio di quanto si potrà mai raccontare mi sa.