martedì 30 novembre 1999

Straniero in terra straniera

visto che nessuno si è ancora lamentato del genere di roba che sto mettendo su 'sto blog, io vado avanti.
E attenzione a chi entra in scena a questo punto... Ebbene sì:in realtà sono nato come personaggio di una mia storia. Altro che metatesti!


En Xenai  Xenos1


  


     Come dicevano gli Iron Maiden? “Straniero in terra straniera / Terra di ghiaccio e neve / Intrappolato in questa prigione / Sperduto e lontano da casa”2. Così si sente stasera Marco Male. Bloccato in questo squallido locale da qualche parte di questa città assediata dalla neve.


     Tutto ha inizio otto giorni fa quando Marco riceve una telefonata da un amico del Nord che lo invita a passare da lui una settimana insieme ai soliti amici di sempre (“Sai, una roba tra il grande freddo senza morti e i films di Salvatores, insomma la solita storia”).


     Concordati i nominativi e fatti i bagagli lo staff romano parte per la sua vendetta sui barbari che osarono attaccare la Città Eterna e i primi sei giorni passano portando con se’ Reggae, notti insonni e placido cazzeggio.


     La sera del settimo giorno i nostri hanno tutte le intenzioni di seguire l’esempio del Signore e riposarsi; vengono invece invitati a partecipare alla festa nel locale squallido di cui sopra, organizzata proprio in onore della loro partenza.


     L’atmosfera è noiosa, la musica assordante e il bar è sprovvisto di Absolut. La pista è affollata da gente annoiata che cerca il suicidio affogando nel sudore. Marco, che non balla, sta seduto su un divanetto buio a scaldare un bicchiere di Rum cubano facendo finta di ascoltare un tipo del cui discorso non sente nemmeno una parola. I compagni di razzie, sconfitti dall’alcol e dal THC, agonizzano in altri divanetti o al cesso.


     Finalmente, dopo un numero tot di ore, il locale comincia lentamente a svuotarsi. Radunati i resti del drappello e fatti i saluti di dovere, Marco si avvia verso l’uscita. Sulla porta si imbatte in una ragazza che lo saluta imbarazzata e lo guarda con lo sguardo ho-una-gran-voglia-di-fondermi-con-te -ma-sono-troppo-timida, lui atteggia il volto a spiacente-ma-sono-troppo-bruciato-dalla-vita ed esce pensando che forse ha rinunciato a un piacevole fineserata, ma ha lasciato dietro di se’ l’ennesimo cuore infranto e ciò gli regala una piacevole sensazione lungo la spina dorsale.


     Fuori, nella nebbia del piazzale, viene assalito dal tipo della tipa, della quale evidentemente aveva frainteso lo sguardo, geloso nonché offeso che la “sua donna” sia stata rifiutata.


     Marco è un nonviolento, ma non un fesso e reagisce all’attacco: compie una serie di rapidi movimenti, poi lo fissa e gli fa: “Probabilmente non hai capito quello che ti è successo, perciò te lo spiego: la chiave della manette che ti stringono i polsi dietro la schiena è allucchettata ad uno dei passanti anteriori dei tuoi jeans, la chiave del lucchetto ce l’ho io; perciò se vuoi liberarti devi trovare qualcuno che ti cali i calzoni. Riportami tutto domattina alle undici alla stazione centrale e ore levati dalle palle. Stop”. Dopodiché monta tranquillamente in macchina lasciandolo ad urlare istericamente cercando di radunare gli amici troppo ubriachi per capire qualcosa e parte in direzione Sud.


     La cosa che lo fa più ghignare in tutta questa storia è che domani alle undici meno un quarto, mentre lui sarà già alle porte di Roma col sole che lo scalda attraverso il parabrezza, una nutrita schiera di teste di cazzo incazzate batterà alla sua ricerca la stazione centrale di una nebbiosa città del Nord assediata dalla neve.


 





1  “straniero in terra straniera” (greco) in originale era in caratteri greci. Ma a quanto pare su splinder il font "symbols" non riscuote gran successo...



2  “Stranger in a Strange Land”  dall’L.P. “Somewhere in Time”




1993. Più o meno

15 commenti:

utente anonimo ha detto...

Sì va be' che non si è lamentato nessuno, ma manco nessuno ti ha detto bravo continua (scherzo, naturalmente, ma non te lo dico)
a proposito, hai notato che questi tuoi scritti che dieci anni fa sembravano così attuali nel loro essere così imbevuti di ubriacatura minimalista, ora sembrano irrimediabilmente fuori moda, cioè così legati al periodo storico/letterario nel quale sono stati scritti ?
Se vuoi essere alla moda inventati un bel cognome ebreo per pseudonimo (che il nome può anche ingannare così come è) che so A.... Perugia, o Diotallevi o simili e poi scrivi un bel romanzone (minimo 300 pg) dove saltando di palo in frasca racconti tutta la storia della tua famiglia di ebrei partendo minimo dai bisnonni.
e il successo è assicurato !
Per parlare di cose serie, vuoi lanciare un bel post organizzativo sul week-end ?
Trax23

utente anonimo ha detto...

P.S. Il tedto in greco io lo leggo.
Trax23

cornersoul ha detto...

pure io sul pc di studio.
Da casa invece no.
E avendo postato io da casa ho pensato (bene) di pararmi il culo.
Poi, va be' che è greco, ma è testo, no tedto... P

utente anonimo ha detto...

concordo pienamente. già per l'altro racconto volevo scriverti: non sei un pò troppo ellis? estremamente anni '80.
si sentono nell'aria le lacoste colorate pastello, i jeans quasi bianchi.
un altro metodo per il successo assicurato è inventarti un ennesimo poliziotto alcolizzato (anche altri problemi personali sono bene accetti), magari in dialetto bresciano. pensa al pubblico leghista!
concordo sull'organizzazione del week end.

alce

utente anonimo ha detto...

ma come funziona questo sblog?
gli ultimi commenti non dovrebbero andare in alto?

sempre alce

cornersoul ha detto...

ebbravi.
A parte che alce io come nick non me lo sceglievo...
1: I commenti li ho scelti sviluppantesi verso il basso così si evita la lettura bustofedrica per i commenti lunghi.
2:i racconti sanno di vecchio perchè SONO vecchi.
3: se volevo diventare famoso pubblicavo quando mi è stato offerto (e, sì, mi è stato offerto)
5: per il finesettimana siete in 4 (5 con me) di cui due insieme. Mi sa che per una volta posso pure evitare di fare il link, no? Però potete sempre usare i commenti, mi casa es su casa...

utente anonimo ha detto...

ognuno ha il nick che si merita....
alce nero suona meglio? alce rosso?
anzi, rosso alce, così faccio anche pubblicità.
o è meglio acero?

cornersoul ha detto...

alcerosso mi pare il meglio, poi ti spiego perchè...
Ma mi sa che ci arrivi pure da solo

utente anonimo ha detto...

Io voto acero, come "a cero', che cazzo stai a fa'?
Trax23

utente anonimo ha detto...

sto a studià la legge di avogadro por*****....
massimiliano forse volva invitarsi al week end. ci sarebbe posto?
io il sacco a pelo me lo porto, non sis a mai.
scuse al redattore curatore del blog per la digressione.
acero alcerosso

cornersoul ha detto...

no, io per me (quanto mi piace essere prolissi, che si vede, nel senso che si nota che mi piace essere prolisso, o posso passare pr uno conciso? Secondo me posso pure sembrare uno abbastanza conziso,no? Secomdo voi posso sembrare uno conciso? O sono appena un po' troppo prolisso?) l'ho già detto. Potete pure continuare a commentare pure senza di me, che tanto dove sono le chiavi del giardino lo sapete. Tanto poi senza di me col cazzo che entrate in casa.
Dicevo, per me commentate quanto vi pare, solo che se lo scrivi quì rischi che non si legga in tempo e poi chi ci resta fregato è Massimiliano, che magari poteva pure venire, ma non vi siete sentiti in tempo...

cornersoul ha detto...

Ah, cosa importente:
Su questo blog, e nei commenti allegati, è cosa gradita che tutte le maiuscole siano al posto giusto.
Grazie
MarcoMale

utente anonimo ha detto...

Cert che le maiuscole sono importenti, però pur com chezzo scrivi che sennò un chezzoettuttuno!
GP

cornersoul ha detto...

cioè?

utente anonimo ha detto...

Dai che se rileggi meglio le parole che scrivi (Ah, cosa importente) poi capisci pure la battuta, anzi magari ti illumini! :D
GP